venerdì 25 settembre 2009

IN PIAZZA GRANDE LEZIONE SPETTACOLO DI LUCIA POLI


Horror e leggerezza: su questi temi si muoverà la lectio magistralis di Lucia Poli in programma a Modena, in piazza Grande, domenica 27 settembre, per la seconda serata del Festival Virginia Reiter, che commemora la grande attrice modenese del secolo scorso con tante iniziative e un premio a una giovane interprete teatrale. Tra gli eventi di domenica anche l'anteprima del film per la tv “Il sangue e la neve” con Ottavia Piccolo, dedicato alla giornalista russa assassinata Anna Politkovskaja, e un omaggio all'attrice bolognese Laura Betti che avrà per protagonisti Lucia e Paolo Poli, Anna Nogara, Maria Pilar Perez Aspa e Francesca Ciocchetti. Tutti gli appuntamenti del festival sono a ingresso gratuito.

DONNE RACCONTANO DONNE – TEATRO IN TV
Domenica 27 settembre il festival prende il via alle 15 al teatro della Fondazione San Carlo in via San Carlo 5 con la seconda giornata della rassegna “Donne raccontano donne – Teatro in televisione”, curata da Alida Fanolli, che proporrà una selezione di video tratti dal programma Rai Palcoscenico. Si potrà vedere o rivedere la piéce di Cristina Comencini “Due Partite”, che vede Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi e Valeria Milillo portare in scena nevrosi, sogni e rimpianti di madri e figlie riunite attorno al tavolo da gioco. In “Ascoltami bene” sarà la volta di Mascia Musy che, diretta da Emanuela Giordano, dà voce alla toccante testimonianza di Etty Hillesum, giovane olandese morta nel campo di sterminio di Auschwitz e autrice di lettere e diari dati alle stampe solo negli anni Ottanta. Sarà poi la volta di “Anna Politkovskaja, Il sangue e la neve” con Ottavia Piccolo, adattamento diretto da Felice Cappa della piéce teatrale di Stefano Massini dedicata alla giornalista russa Anna Politkovskaja, uccisa per le sue coraggiose inchieste sulla Cecenia e su Vladimir Putin. Il pubblico del festival vedrà in anteprima il film, che la Rai trasmetterà per la prima volta nel mese di ottobre. Chiuderà la rassegna una breve pillola di12 minuti con protagonista Franca Rame, tratta da “Teatro in Italia - capitolo 2”.

LUCIA POLI – LECTIO MAGISTRALIS
Così Lucia Poli, che si presenterà al pubblico di piazza Grande domenica 27 settembre alle 19, anticipa i contenuti della sua lectio magistralis: «Ho sempre ritenuto l’insegnamento e il mestiere dell’attrice la stessa cosa: alla base di entrambi vi è la necessità di comunicare, vi è un forte coinvolgimento emotivo. Nel teatro regna una maggiore ricerca di creazione e ideazione, ma si tratta pur sempre di un passaggio di saperi e per me, transitare dall’insegnamento al teatro è stata una naturale evoluzione; seppure con molti sobbalzi». Nell'incontro, Lucia Poli si focalizzerà su due stimoli: la leggerezza, intesa alla maniera di Kundera e Calvino e l’orrore, nella doppia accezione di “horror ironico” e “horror involontario”.

OMAGGIO A LAURA BETTI
Piazza Grande risuonerà poi di letture e proiezioni audiovisive per l'omaggio a Laura Betti, che domenica 27 settembre alle 21 vedrà sul palco Lucia Poli, Paolo Poli, Anna Nogara, Maria Pilar Perez Aspa e Francesca Ciocchetti. Nella serata, a cura di Ida Bassignano e Gianfranco Capitta, saranno letti brani del libro di Laura Betti “Teta Veleta” e proiettato il video “Laura Betti. Antologia di sequenze e interviste (1959 -2001)” a cura del Centro studi – Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna. Laura Betti, cantante jazz, attrice teatrale diretta da Visconti, interprete cinematografica con Fellini, Bellocchio, Bertolucci, fu intima amica di Pier Paolo Pasolini, da lui diretta in alcuni film, tra cui “Teorema”, che le valse la Coppa Volpi 1968. A Pasolini dedicò nel 1996 il recital di poesie e testi “Una disperata vitalità” e nel 2001 il film “Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno”, appassionato e commovente ritratto del poeta, scrittore e regista, in cui testimonianze di personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo vengono affiancate a un ampio materiale d’archivio.

INFO
In caso di maltempo ci si sposterà da piazza Grande al Teatro della Fondazione Collegio San Carlo di via San Carlo 5. Il festival, giunto alla seconda edizione, è nato da un’idea di Giuseppe Bertolucci. Con la direzione artistica di Lidia Ravera e la consulenza di Fabrizio Grosoli, è promosso dall’associazione culturale Virginia Reiter insieme a Comune e Provincia di Modena, Regione Emilia-Romagna, Emilia Romagna Teatro, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Collaborano anche Amici dei Teatri, Cineteca di Bologna, Centro documentazione donna di Modena, Istituto storico di Modena, Rai Palcoscenico e TTV di Riccione. 

Intervista a Giuseppe Bertolucci per il Festival Virginia Reiter 2009


Maestro, da Premio nato nel 1997, il Virgina Reiter è diventato un Festival - quest’anno alla seconda edizione - grazie ad una sua suggestione. Com’è nato il suo rapporto con la manifestazione?
«Nel 2005 fui invitato a far parte della giuria: si trattava della quinta edizione. Anna Grazia Reiter mi chiese di pensare a possibili sviluppi di quello che allora era una cerimonia di consegna. Dato il tema del premio, pensai che sarebbe stato interessante allargare l’evento ad un dialogo con e sulle giovani attrici. Attraverso la testimonianza televisiva di «Palcoscenico», grazie alle lectiones magistralis di importanti signore dello spettacolo, abbiamo instaurato un colloquio con la figura dell’attrice: Determinante è stata – ed è tuttora – la partecipazione di Lidia Ravera».
Dopo l’omaggio di sabato sera a Ilda Bartoloni, domenica sarà la volta di un interessante focus su Laura Betti, dove letture dal testo «Teta Veleta» condotte da importanti artisti, si intrecceranno a proiezioni di video conservati all’archivio Pasolini.
«Laura è stata una grande artista e una grande amica. Ho accolto, in qualità di Presidente della Cineteca di Bologna, quel «piccolo tesoro» che lei ha raccolto durante tutta la sua vita e che ora è il Fondo Pasolini: è stata una delle sue ultime volontà; ha sempre desiderato che lei e Pier Paolo tornassero post mortem a Bologna. L’Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna è molto frequentato e utilizzato da giovani studiosi: ne sono orgoglioso».
Ricorda qualche aneddoto sulla signora Betti?
«Ne conservo tantissimi, è difficile scegliere. Laura non era solo un’artista, ma anche una vera donna; a suo modo misteriosa: un «mistero gaudioso e doloroso». Riassumeva in sé la Storia: da una sorta di contadina del Medioevo della Bassa Padana, a figlia ribelle dell’alta borghesia bolognese del ‘900. Era una cuoca straordinaria, cucinava sempre! Era figlia e madre senza soluzione di continuità».
E in rapporto a Pasolini?
«E’ stata una grande militante della poesia e della politica, e del punto di vista di Pasolini sul mondo. Si è fatta carico di divulgare il pensiero di Pier Paolo. Come tutti i militanti, era molto faziosa ed eccessiva, ma ha fatto qualcosa di estremamente prezioso: ha testimoniato il pensiero di uno dei più grandi pensatori ed intellettuali del ‘900».


Intervista di Veronica Negrelli

Intervista a Ottavia Piccolo per il Festival Virginia Reiter edizione 2009




Signora Piccolo, lei parteciperà all’edizione 2009 del Festival Virginia Reiter – il lavoro dell’attrice in doppia veste: come relatrice della lectio magistralis di sabato 26 settembre in Piazza Grande, e come interprete del video “Anna Politkovskaya, Il sangue e la neve” che verrà trasmesso in anteprima domenica 27 al Teatro Fondazione Collegio San Carlo. Come sarà strutturato il suo intervento di sabato?
«Pensare in termini di “lectio magistralis” mi spaventa: non credo di poter insegnare qualcosa ad alcuno. Preferisco la definizione di “incontro con il pubblico”. Racconterò in cosa consiste “Il sangue e la neve”, spiegherò come è nato il progetto e leggerò alcuni brani dal memorandum teatrale di Stefano Massini “Donna non rieducabile”, di cui “Il sangue e la neve” per la regia di Felice Cappa è un’insolita versione televisiva; non si tratta infatti di una “semplice” ripresa da un’opera teatrale, ma “Donna non rieducabile” è diventato un vero “film” per la televisione, tanto da aver cambiato titolo. Nel 2007 Stefano Massini compose questo omaggio alla giornalista russa Anna Politkovskaja per ricordarla ad un anno dalla sua morte. Non è un monologo tradizionale, io non impersono Anna né la interpreto, ma è uno spettacolo di grande forza: racconto il mestiere del
giornalista in una situazione estrema. Si tratta di quadri, istantanee del lavoro della Politkovskaja,
della sua vita di donna, moglie e madre».
Tutto questo filtrerà dal suo incontro di sabato.
«Certamente, ma racconterò anche le differenze fra teatro e televisione: spesso agli attori viene imputato il fatto di non conoscere i meccanismi del cinema e del mezzo televisivo, quindi racconterò la trasformazione di una opera teatrale (sebbene “Donna non rieducabile” non sia uno spettacolo “canonico”) in un prodotto per la televisione spiegandone le differenze, e renderò noto in cosa consiste allestire una messa in scena per un altro medium che non sia la ribalta teatrale, bensì la macchina da presa».
Lei ha già partecipato al Festival Virginia Reiter ben due volte, in qualità di giurata, nella prima e terza edizione: cosa pensa di questo evento?
«Si tratta di una manifestazione non solo bella ed interessante, ma anche importante, soprattutto in un momento storico in cui vengono premiate signorine che non hanno realizzato nulla di rilevante, se non accompagnarsi a uomini potenti. Il Festival Virginia Reiter fornisce finalmente l’opportunità di parlare di giovani donne che affrontano un mestiere difficile, quello dell’attrice. Non amo far distinzioni tra cinema e teatro: si tratta di due facce della stessa medaglia. E’ importantissimo dare rilievo ad un evento del genere: le brave protagoniste esistono, e meritano il giusto spazio e visibilità».

Intervista di Veronica Negrelli

Intervista a Lucia Poli per il Festival Virginia Reiter edizione 2009



Signora Poli, lei parteciperà all’edizione 2009 del Festival Virginia Reiter – il lavoro dell’attrice in doppia veste: sarà relatrice della lectio magistralis di domenica 27 settembre in Piazza Grande e, a seguire, una delle interpreti dell’omaggio a Laura Betti curato da Ida Bassignano e Gianfranco Capitta. Cosa prova a calcare il palcoscenico come professoressa?
«Sono molto lieta di tornare in cattedra. Prima di approdare alla professione di attrice, ho insegnato Lettere al Liceo Artistico di Firenze, città in cui mi sono laureata. Mi sembra di vivere “l’eterno ritorno” di Nietzsche: si torna sempre sul “luogo del delitto”! Ho sempre ritenuto l’insegnamento e il mestiere dell’attrice la stessa cosa: alla base di entrambi vi è la necessità di comunicare, vi è un forte coinvolgimento emotivo. Nel teatro regna una maggiore ricerca di creazione e ideazione, ma si tratta pur sempre di un passaggio di saperi e per me, transitare dall’insegnamento al teatro è stata una naturale evoluzione; seppure con molti sobbalzi».
In cosa consisterà il suo incontro-spettacolo di sabato?
«Partirò da questo concetto del transitare per presentare esemplificazioni del mio percorso che diano l’idea di quello che, per me, è l’arte teatrale, e che informino sullo stile che ho cercato di perseguire. Non potendo esaurire per motivi di tempo la complessità del mio percorso, focalizzerò il mio intervento su due stimoli o filoni importanti: la leggerezza, intesa alla maniera di Kundera e Calvino e l’orrore, nella doppia accezione di “horror ironico” e “horror involontario”».
Tematiche interessanti e molto attuali, se si pensa che l’horror ironico appartiene a grandi maestri del cinema, e non solo.
«Il successo di Quentin Tarantino dimostra quanto il pubblico sia attratto da questo concetto; per senso di orrore ironico intendo quella componente umoristica per i fatti della vita ai quali non ci sentiamo adeguati, o l’orrore di noi stessi; invece per horror involontario intendo quella serie di meccanismi che si innescano senza avere piena coscienza di quel senso di orrore che una persona può suscitare. Esemplificherò tali concetti con performance e pezzi di teatro».
Insieme a suo fratello Paolo, ad Anna Bogara, Pilar Perez Aspa e Francesca Ciocchetti parteciperà ad un omaggio a Laura Betti; come sarà strutturato?
«Non vi è modo migliore di ricordare Laura se non attraverso lei stessa: verranno quindi proiettati video con interviste, spezzoni di film che l’hanno vista protagonista, sue performance canore. A noi attori spetterà il compito di leggere brani dal suo libro “Teta veleta”».
Un commento sul Festival Virginia Reiter
«Sono molto contenta che esista: l’Italia è un paese “gerontofilo”. Chi arriva al potere se lo tiene ben stretto fino alla vecchiaia, e in molti settori non vi è ricambio generazionale. Un premio che dà quindi visibilità, incoraggiamento e vigore ad una giovane attrice merita piena adesione. E’ altresì difficile, al giorno d’oggi, iniziare una carriera nel mondo dello spettacolo: i luoghi di potere sono inespugnabili, nell’immaginario collettivo esiste solo la televisione: come dice Gandini, viviamo nell’età della videocrazia».

Intervista di Veronica Negrelli